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Debito, crisi, denaro, guerre, Nuovo Ordine Mondiale...

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Money is the root of all evil, and man needs roots. [1]
C'è una guerra in corso...

e noi cosa stiamo facendo? Sembrerebbe che, pur essendo in tanti, nobili e forti, stiamo facendo di tutto per perderla. Tanto ormai abbiamo già perso tutto, compresa la nostra dignità.
Sono angosciato, confuso, amareggiato dal senso di impotenza che l'attuale situazione economica infonde, ma ero convinto che, essendo in tanti a doverci identificare con gli schiavi, gli sfruttati, i derelitti, un giorno avremmo aperto la nostra coscienza a questo fatto ed avremmo risollevato le nostre schiene. È soprattutto grazie al web, ad alcuni buoni libri, a pochi giornalisti onesti che ho aperto gli occhi alla rivelazione che il sistema economico "occidentale" consiste in una piramide al cui vertice stanno le grandi banche, dietro le quali si celano dei semplici uomini, ma non comuni, per il grande potere che hanno, potendo emettere denaro -cosa che io non posso fare altrimenti sarei un falsario- di dirigere l'economia, la politica, le masse degli uomini a scontrarsi fra loro, o far la pace, collaborare o competere, mentre loro dall'alto speculano su entrambe le alternative.
Alcuni hanno chiamato questo potere "signoraggio". Il compianto professor Giacinto Auriti, docente di economia, sembra essere uno dei capostipiti di questa scuola di pensiero.
Affascinato da questa idea, mi sento spinto a studiare, saperne di più, cercare conferme su libri e sulla rete. Una delle prime cose che scopro è che anche fra i cosiddetti "signoraggisti", non v'è concordanza teorica, fra le varie scuole di pensiero: questi, invece di unirsi per concordare soluzioni e strategie litigano fra di loro per sottigliezze ideologiche. Magari chi si rifà ad Auriti si inorgoglisce credendo di appartenere ad una certa ortodossia, disprezzando chi se ne allontana; alcuni propongono monete alternative, altri l'uscita dall'euro subito, e litigano fra loro per questi "dettagli".
Il nostro nemico è invece unito per dominarci e questo, insieme alla impari potenza rispetto alla nostra, fa sì che vinca sempre: le sue schiere ed i suoi schierani sanno sempre cosa fare e come farlo.
Sempre cercando di saperne di più scopro giornalisti coraggiosi ed onesti, i quali, al contrario dei loro colleghi totalmente asserviti al sistema, ci parlano del nocciolo del problema e mi confermano ciò di cui dubitavo da me: siamo tutti schiavi delle banche e la politica è soltanto un teatrino per grulli.
Quando mi rendo conto che il mio conterraneo Giulietto Chiesa è uno degli aderenti alla manifestazione del 15 ottobre, quella dei cosiddetti Indignados, anche se non sono del tutto convinto che scendere in piazza sia la strategia giusta [2], mi dico che forse, abbiamo ancora qualche speranza.
Mi rendo conto che non sono più il solo ad accorgermi del colpo di stato [3] ad opera di un presidente del consiglio europeo, che non è eletto democraticamente, ma viene in casa nostra a dirci chi mandare a casa e chi mettere al suo posto, complice il nostro presidente, mentre la sinistra esultante per la caduta dell'odiato nemico, non si accorge di quanto tutto questo poco abbia a che fare con la democrazia, quando Barnard, coraggiosamente, li denuncia, sull'onda di un'altra denuncia ad opera di Paola Musu, un avvocato di Cagliari.

Ma poi scopro la querelle di Barnard con Giulietto Chiesa e mi cadono le braccia!
Forse, mi dico, è giusto che siamo tutti quanti schiavi, perché siamo troppo orgogliosi per aiutarci fra di noi, per collaborare alla ricerca di soluzioni ad un problema così grave.
Anche questa diatriba di cui, sulla rete, trovo uno sconcertante "al diavolo Giulietto Chiesa", che mi disgusta al punto di abbandonare la lettura di interessanti articoli sulla Modern Money Theory proposta da Barnard, si fonda su ridicoli tecnicismi riguardanti, pare, ad esempio, con quali fondi le banche acquistano i bond, che io nemmeno so cosa siano!.
Da uomo della strada, sicuramente meno dotto dei giornalisti in questione, con un percorso formativo che non ha previsto lo studio dell'economia (quella occidentale, con il denaro, la borsa, i bond, i crack, lo spred) io mi pongo domande che non possono trovare risposte in un corso di laurea in economia (ripeto occidentale perché non ho altri termini per esprimerlo).
Nel tempo e nello spazio, la genialità umana ha prodotto ALTRI TIPI DI ECONOMIA (=attività umane volte al sostentamento degli appartenenti al gruppo), che non prevedevano il denaro.
Alcune di queste culture hanno prosperato per millenni senza di esso, fino a che non siamo arrivati noi, tronfi ed arroganti; fino a che la loro cultura si è scontrata con la nostra cultura dell'accumulo.
Le mie domande sono riassumibili in una sola che le rappresenta tutte, che traggo proprio da uno scritto di Barnard, in un'altra sua polemica con il gruppo di porto Allegre, portato avanti dai movimenti no global sorti grazie anche ai libri di Naomi Klein:
A COSA SIAMO DISPOSTI A RINUNCIARE PER UN MONDO MIGLIORE?
Potrebbe darsi che sia necessario rinunciare all'idea del danaro, per costruire un mondo più equo, dove tutti noi si venga considerati per quello che siamo, e non per quello che abbiamo, o per quello che abbiamo memorizzato, studiando di notte un qualche corso di laurea ideato da chissà chi!
Forse, e sottolineo forse, non è possibile una critica del sistema economico dall'interno della nostra cultura che lo ha generato. Forse è un problema culturale quello di risolvere le contraddizioni della nostra economia. Come la fisica subatomica dobbiamo abbandonare il vecchio paradigma newtoniano e crearne uno nuovo, ad hoc.
Le massime autorità accademiche in materia di economia, sono proprio quei signori banchieri che oggi ci schiavizzano e non credo che essi siano disposti ad insegnarci la destrezza economica necessaria affinché possiamo liberarci di loro.
Forse, al momento attuale sono proprio necessarie tante scuole di pensiero che molti di noi giudicano "sbagliate", si chiamino signoraggio bancario, MMT, Indignados, basta che la gente apra gli occhi al problema che la nostra economia È SBAGLIATA, che non ci facciamo strumentalizzare e che ragioniamo con i nostri neuroni, non con i luoghi comuni.


Whenever I hear anyone arguing for slavery, I feel a strong impulse to see it tried on him personally.
-- A. Lincoln [4]


Note:
[1] Nel sistema operativo Linux Slackware, che uso da anni, ad ogni apertura della consolle, appare immediatamente prima del prompt, una frase famosa. Lo stesso risultato, sempre casuale (random), si ottiene digitando, sempre in consolle, la parola chiave "fortune", che è il comando che lancia l'omonimo programma che scova in modo casuale una frase celebre. Mentre meditavo di scrivere questo articolo, è miracolosamente apparsa la frase d'apertura, che ha un pregnante attinenza con il tema trattato, oltre ad essere un detto della saggezza popolare che porta direttamente alla conclusione di questo articolo.
[2] Nei giorni precedenti la manifestazione mondiale del 15 ottobre 2011, detta degli Indignados, sulla rete sono comparsi molti allarmi e perplessità, visto l'appoggio dato alla manifestazione da parte di personaggi di cui alla nota 3, i quali, a rigor di logica, non avrebbero nessun interesse a spingerci a contestare proprio quello che loro stessi stanno facendo a noi, a meno che, non intendano cavalcare la nostra protesta per deviarla verso scopi diversi. Qualcuno ha fatto notare che c'erano autobus pagati per recarsi a Roma a manifestare. Chi o quale organizzazione ha pagato questi autobus?
[3] Sembrerebbe che tutti quelli che complottano e hanno complottato per questo colpo di stato, e per molte altre porcate successe nel nostro bel paese e nel mondo, abbiano in mente qualche novità sociale, politica ed economica per tutti noi, novità che sono tutti concordi a chiamare "nuovo ordine mondiale", senza specificare bene di cosa si tratti.
[4] Vedi nota 1. Al termine della stesura del presente articolo, ho tentato la fortuna con un altro "fortune" in consolle, ed è apparsa questa.

Articolo n.52: war.php


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